Siamo spesso portati a pensare ai santi come a figure ideali, quasi irraggiungibili: persone dotate di un carattere meraviglioso, di un carisma travolgente, immuni da cadute, errori o rimpianti.
Ma se ci prendiamo il tempo di sfogliare e leggere davvero le loro biografie, ci accorgiamo che la realtà è molto diversa.
I santi non erano superuomini o superdonne perfetti. Sono stati, molto più semplicemente, persone coraggiose.
La maggior parte di loro, infatti, non ha fatto la più alta e profonda esperienza di Dio nei momenti di gloria o di successo, ma proprio in quelli più duri, faticosi e dolorosi. Quei momenti bui in cui non è per niente semplice trovare la forza di fidarsi ancora, di affidarsi a Lui e di alzare lo sguardo verso il Cielo.
Oggi viviamo in un tempo in cui spesso ci si vergogna persino di fare un semplice segno di croce prima di mangiare al ristorante per paura del giudizio altrui.
I santi, al contrario, sono stati uomini e donne semplici che, nel bel mezzo della tempesta e della prova, non hanno avuto paura di mostrare la propria fede e hanno tenuto la bussola sempre puntata verso Dio.
Il mondo attorno a noi è pieno di questi “santi della porta accanto”, anche se non necessariamente proclamati tali.
Sono come piccoli pulsanti luminosi disseminati sul nostro cammino: se proviamo a premerli con umiltà, le loro vite e il loro coraggio possono illuminare spesso anche i nostri passi, aiutandoci a comprendere meglio le nostre scelte e il senso della nostra vita.

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