Era il 27 dicembre 1673. Margherita Maria, una giovane suora di 26 anni, si trovava in adorazione davanti al tabernacolo durante la festa di san Giovanni Evangelista (il discepolo che, nell’Ultima Cena, aveva posato il capo sul petto di Gesù).
All’improvviso Gesù le apparve visibilmente. Margherita descrisse come la presenza divina fosse così intensa da farle dimenticare se stessa e il luogo in cui si trovava.
Gesù le si presentò mostrando il suo Cuore e le chiese in dono il proprio. Margherita gli domandò di prenderlo: Gesù lo immerse allora nel suo Cuore divino, dove la suora lo vide come “un piccolo atomo che si consumava in quella fornace ardente“.
Infine, Gesù lo ripose nel petto di Margherita, lasciandolo infiammato dello stesso amore divino.
“Ma uno dei soldati gli colpì il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua”.
(Gv 19,34)
Sacro Cuore di Gesù,
che sulla Croce non hai trattenuto nulla per Te,
ma hai preferito lasciarti ferire e svuotare pur di raggiungerci,
riversa oggi il Tuo immenso amore sulla mia anima.
Davanti a questa ferita d’amore, depongo tutto ciò che sono:
le mie gioie, le mie fatiche e la grazia che ti chiedo… (esprimere la grazia).
Copri la mia povertà con la Tua abbondanza,
riempi la mia esistenza con la tua pienezza di Vita.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te.
Ti auguriamo una santa giornata!
A domani!
Sara & Emanuele, CorXiii